no dei Comuni ghibellini più molestati dalla città guelfa di Perugia, fu Assisi. L’antagonismo fra i due Comuni confinanti è documentato sin dal 1054.
Fra le varie fasi di guerre e di scaramucce, l’episodio che ha maggiormente richiamato l’attenzione degli storici è quello collocato agli inizi del sec. XIII, poiché in quello fu coinvolto il ventenne Francesco di Pietro di Bernardone.
Negli ultimi anni del sec. XII, il popolo di Assisi tentò con ogni mezzo di sopraffare i feudatari, i quali chiesero aiuto alla vicina città nemica. Si arrivò così alla guerra che segnò la sconfitta di Assisi, nel novembre del 1202, a Collestrada, sul confine tra i due Comuni.
Francesco combatteva fra i cavalieri, e cadde prigioniero; quindi fu rinchiuso a Perugia, nel Carcere di Sopramuro. Fu questo il suo primo incontro con la città nemica; ma le fonti hanno conservato l’eco della freschezza giovanile attraverso la quale Francesco accettò quella prigionia, che ci risulta, per altro, durissima. Nel carcere di Sopramuro, vediamo per la prima volta questo giovane cantare in mezzo alle sofferenze, e quasi sfidare i compagni di sventura con il grido profetico: “Non sapete dunque che un grande avvenire mi attende e che il mondo intero, un giorno, s’inchinerà davanti a me?” (cf. II Cel., 4)
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Paolo Rossi
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